mercoledì 3 settembre 2014

La mia creatura

Sono una madre snaturata, lo so.
Innanzi tutto non ho figli e non ho mai avuto l'istinto materno. Ma non è una giustificazione, eh!
Da bambina avevo due pappagallini e se non fosse stato per le cure che aveva  il mio babbo per loro sarebbero morti in men che non si dica. Son cresciuta e ho cominciato a comprare vasi di felci che son riuscita a far seccare inesorabilmente, giacinti già germogliati, rigogliosi nei banchi del mercato e che, giunti nelle mie amorevoli mani, son deperiti senza neanche l'accenno di una misera fioritura, orchidee garantite immortali come novelle Highlander che hanno tirato le cuoia dopo poche ore dall'incauto acquisto, piante grasse che sono miseramente inaridite mentre sognavano con rimpianto il deserto del Mojave.
Ma il mio blog no. La mia creaturina non la voglio far avvizzire.
Quel che era cominciato come un blog di avventure di una wedding planner (professione ahimè, mai decollata) si è pian piano trasformato in qualcosa di totalmente diverso, un diario che parla di me, del mio lavoro (che ha a che fare, a volte, con i matrimoni) e del posto magico dove lo svolgo, il mio lavoro. Un lavoro bellissimo, che a volte sembra (o forse lo è?) "cucito" su di me, un lavoro che amo e che impegna tantissimo; così tanto che, a volte, trascuro la mia opera d'arte.
Ma il mio blog lo sa. Sa che a volte sono così stanca che mi è difficile anche il solo pensiero di accendere il pc. Sa che a volte son così stufa di tutte le cose che vanno al contrario che è meglio dormirci su, piuttosto che scriverle. Sa che mettere nero su bianco le impressioni di un evento può portarti seriamente ad una denuncia per diffamazione...e quindi aspetta paziente, silente, quieto, come ogni amico dovrebbe essere. Attende indulgente che io sia pronta per ricominciare ad accudirlo. Senza chiedere nulla.
Son tornata, L'Arcobaleno!

martedì 1 aprile 2014

Quando non si sfugge al destino 2

Il 15 marzo scorso, una ragazza di New York, Erika, sta viaggiando a bordo di un aereo dell' American Airlines, da Dallas a Calgary. Seduto accanto a lei c'è un ragazzo, col quale, ci si immagina, comincia la conversazione tipica "da viaggio". Volando volando, per Erika scocca il classico e deflagrante colpo di fulmine, ma è emozionata, forse, o forse non è così sfrontata da chiedergli un qualche contatto al momento di separarsi.
Pentita, nei giorni successivi contatta la compagnia aerea, chiedendo informazioni sul suo misterioso e affascinante vicino di posto, ma, per questioni di privacy, la AA non può far niente.


Erika sarà anche timida ma non manca di ingegno e manda un tweet di ricerca, ritweettato da oltre 780 mila followers che diceva più o meno così: "Sto cercando Clauco ... seduto in prima classe, con un maglione blu. E' nato a Torino e vive a Soho".


Il lieto fine è d'obbligo, Erika e Clauco si son trovati, si frequentano e pare che alle nozze si sia autoinvitata tutta l' American Airlines.


Non so voi, ma io, come vicini di posto, in aereo, ho sempre avuto bambini frignanti e quindi mamme isteriche, signore settantenni che passavano il tempo facendo l'uncinetto e solidi signori da sempre allergici alle docce e saponi...

mercoledì 12 febbraio 2014

Quando non si sfugge al destino

Questa è la storia di Donna e Alex, fidanzati americani che stanno per sposarsi.
Gli amici chiedono un po' di foto della loro infanzia e adolescenza per farne un filmino e mostrarlo agli invitati durante il ricevimento di nozze.

Donna rovista fra le foto di famiglia e tra le tante ne sceglie una, di 15 anni prima, che la ritrae a Disneyworld insieme ai fratelli.
Alex la guarda, fa un balzo dalla sedia e rischia l'infarto. 

In primo piano, nella foto, c'è sì Donna con i fratelli, ma in secondo piano c'è lui, seduto nel passeggino spinto dal suo babbo.

E ovviamente le due famiglie non si conoscevano e non erano in vacanza insieme.




 ...mancano due giorni a San Valentino...